GUBBIO

Itinerario del Centro Storico

L'itinerario inizia entrando nella città per Via Matteotti dalla statale di Perugia.Procedendo per via mausoleo si giunge al Mausoleo dei Quaranta Martiri, opera dell'architetto Pietro Fringuelli, eretto a ricordo dei di quaranta patrioti eugubini trucidati dai nazisti il 22 Giugno 1944.

Proseguendo per via Matteotti si giunge alla piazza dei Quaranta Martiri dalla quale si può osservare il suggestivo panorama dei principali monumenti cittadini. Sul lato sinistro della piazza si può ammirare la chiesa di S. Francesco. Dalla piazza, procedendo per via della Repubblica si giunge alla chiesa di S.Giovanni quindi per via Baldassini si arriva ad ammirare il fianco del palazzo comunale e gli arconi di sostegno alla piazza della Signoria opera del Gattapone. Da qui si nota l'imponente mole del palazzo dei Consoli. Tornando indietro e prendendo per via Lucarelli si giunge attraverso una scalinata alla piazza della Signoria. Per via dei consoli, a destra del palazzo omonimo, si raggiunge il largo del Bargello, ornato da una fontana a vasca, dove si può ammirare l'elegante palazzo del Bargello del sec.XIII. procedendo verso sinistra si giunge in piazza Giordano Bruno dove sorge la chiesa di S.Domenico. Se si prosegue per via Gabrielli e poi per via Capitano del popolo si può visitare il palazzo del Capitano del Popolo . Ritornando nella via dei Consoli si devia a sinistra per via Galeotti quindi per via Ducale e giungendo voltando di nuovo a destra per via S.Ubaldo si può ammirare il Duomo e di fronte ad esso il palazzo Ducale detto la Corte. Dalla via Ducale si giunge a via XX Settembre e voltando a destra si imbocca via Mastro Giorgio per poi giungere a via Savelli della Porta dove all'estremità sorge la chiesa di Santa Maria Nuova.

PRINCIPALI CITTA’ DELL’UMBRIA

Gubbio – Perugia ( 45 Km )

Perugia, la grande «Arce Guelfa» sorge al centro della regione, con i 5 rioni storici racchiusi dalle mura Etrusche: enormi bastioni formati da ciclopici massi, squadrati e messi in opera 22 secoli fa ed ancora visibili per lunghi tratti.

Quando la città di Roma era poco più di un accampamento di capanne, nella Perugia etrusca si entrava da ben 7 porte, tra cui particolarmente imponente, la Porta Pulchra o d'Augusto.

Entrando da Porta San Pietro, rifatta all'esterno da Agostino di Duccio nel 1475, s'incontra a destra la basilica di San Domenico; nei chiostri e nel convento attiguo è stato ordinato l'importantissimo Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria.

Si raggiunge poi, la Piazza del Sopramuro, dove si allineano il palazzo quattrocentesco dell'Università Vecchia, unito al Palazzo del Capitano del Popolo; proseguendo, dopo una breve salita, si apre una delle importanti piazze d'Italia: la Piazza Grande di Perugia (Piazza IV Novembre) un superbo complesso monumentale che comprende il Palazzo dei Priori, la Cattedrale ,e al centro la Fontana Maggiore del '200.

All'estremo opposto di Corso Vannucci si trova un famoso giardino-belvedere che è stato creato sopra il basamento della Rocca Paolina, ossia la fortezza fatta erigere da Papa Paolo III nel 1540.

Questo basamento racchiude, come sotto un'enorme campana, un intero quartiere della città vecchia, una città morta, una specie di Pompei Medievale che è stata rimessa in luce e di cui la visita è oltremodo affascinante.

Le salite e le gradinate sono di norma ripide, sia quelle che risalgono alle età più remote sia quelle tracciate in epoche più recenti.

Ad esempio la rampa di Via delle Prome, partendo dall'Arco d'Augusto, conduce al punto più alto della città, dove sorgeva la fortezza di Porta Sole eretta nel secolo XIV dal Gattapone e in seguito distrutta a furore di popolo.

Anche la più fugace visita a questo centro d'arte di storia e di cultura non deve trascurare il complesso di San Francesco, e l'Oratorio di San Bernardino: capolavoro d'Agostino di Duccio, che, ricoprendone la facciata di bassorilievi di incantevole grazia e finezza di modellato, ne fece un piccolo poema della scultura rinascimentale.

Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città meritano senza dubbio note particolari il festival musicale di Umbria Jazz e la manifestazione gastronomica di Eurochocolate.

Gubbio – Assisi ( 43 Km )

Assisi si allunga sulle pendici del Monte Subasio, al di sopra della pianura in cui scorrono il Topino e il Chiascio.

Benché possa vantare un'origine di epoca romana, l'attuale aspetto di Assisi, tanto degli edifici quanto del tessuto urbano, è stato sicuramente determinato dallo sviluppo medioevale.

Il nucleo più antico della cittadina è protetto da un apparato difensivo costituito da otto porte di accesso fortificate e da una lunga cinta muraria, ancora in ottimo stato di conservazione, che fa capo a due castelli: la Rocca Maggiore, ricostruita dal Cardinale Albornotz nel 1367 e la Rocca Minore. Assisi, oltre agli edifici di culto di così grande importanza da non poter essere considerati suo patrimonio esclusivo, come San Francesco, il turista potrà visitare anche le chiese di Santa Chiara e di San Pietro.

La prima eretta in forme gotiche fra il 1257 e il 1265, la seconda di poco più antica, decorata da un elegante portale mediano e tre rosoni. Il Duomo, dedicato al patrono San Rufino, mantiene inalterata una splendida facciata con sculture e rilievi; l'interno, invece, ha subito nei secoli interventi di ricostruzione che ne hanno stravolto l'impianto originario del XIII secolo.

Sulla Piazza del Comune di Assisi, posta sull'antica area del foro, troviamo il Palazzo dei Priori del 1337, il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo e il tempio di Minerva, costruito durante il periodo augusteo con pronao, colonne e capitelli corinzi ancora intatti. Nelle vicinanze sono visitabili i luoghi legati alla vita di San Francesco, come l'Eremo delle Carceri, immerso in un fitto bosco di querce e lecci sulle pendici del Subasio e il Convento di San Damiano, sorto intorno all'oratorio nel quale la tradizione vuole che il Crocifisso abbia parlato al Santo. Nella pianura, infine, l'imponente basilica di Santa Maria degli Angeli è stata costruita su progetto dell'Alessi fra il 1569 e il 1679 per proteggere la Cappella della Porziuncola, il povero ritrovo dei primi frati francescani.

Tutti coloro che avranno la fortuna di visitare questa splendida cittadina dovranno convenire con chi ritiene che la sua bellezza vada al di là di un breve e, per forza di cose, incompleto elenco di opere più o meno straordinarie, essendo invece da ricercarsi nell'atmosfera dei luoghi che la storia e la fede di un Santo hanno reso unici nel mondo.

GUBBIO – BEVAGNA ( 58 Km )

L'antica cittadina di origini romane di Bevagna è collocata al margine occidentale della piana di Foligno, ai piedi del gruppo collinare dove sorge Montefalco, presso l' ansa del fiume Timia.

L'aspetto odierno è sicuramente il frutto dello sviluppo medioevale, infatti benchè i Romani avessero impostato l' antica Menania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano è posto pi a sud. Sono assolutamente da non perdere in Piazza Silvestri il palazzo gotico dei Consoli, posto singolarmente in obliquo rispetto agli assi viari e le chiese di San Silvestro (1195 d. C.) e di San Michele Arcangelo; la fontana che completa la scenografia di questo eccezionale spazio pubblico è invece un rifacimento di epoca ottocentesca. Ancora oggi sono ben conservate le porte medioevali della cittadina, anche in seguito ad interventi ricostruttivi come quello del 1797 su Porta San Venanzo e lunghi tratti dell' antica cerchia di mura. Non mancano, inoltre, testimonianze delle origini pi antiche di Bevagna: i resti di un tempio del II secolo d.C. sul quale fu successivamente eretta la chiesa medioevale della Madonna della Neve, il teatro romano (II secolo d.C.) che rimane a far da fondamenta ad un isolato circolare lungo il corso dell'antica Flaminia e i notevoli resti di mosaici appartenenti forse ad un edificio termale che rappresentano animali marini. Fra le pi importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la rievocazione storica del Mercato delle Gaite

Gubbio-Foligno ( 53 Km )

Foligno è uno dei rari centri storici dell'Umbria edificato in pianura, sorto come è sulle rive del Topino là dove il fiume sbocca nella valle. La zona vide prosciugare grandi aree paludose con interventi successivi, prima in epoca romana, poi nel XV e XVI secolo fino a quelli definitivi nell' 800.

Il momento più significativo di una visita a Foligno è probabilmente rappresentato dalla visita a Piazza della Repubblica e all'attigua Piazza Duomo. La prima, nel suo attuale assetto, con sagoma allungata e l'innesto di quattro strade agli angoli, risponde ai canoni più generali con cui tra il XII e il XIII secolo venivano progettate molte piazze comunali umbre; su di essa si affacciano il Duomo, il Palazzo Comunale eretto fra il 1262 e il 1265, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Orfini del 1515 e il Palazzo Trinci, che conserva tracce delle belle decorazioni e alcune sale pregevolmente affrescate.

I turisti più attenti non dovrebbero lasciare Foligno senza aver visitato la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas ed a soli 6 km dal centro l'abbazia di Sassovivo (in questo momento in parziale restauro). La prima è caratterizzata, oltre che dagli affreschi del 400 e del 500, dalla bella torre campanaria e da un portico del XI secolo, la seconda invece si ricorderà per il chiostro romanico duecentesco su 128 esili colonne e per l'atmosfera mistica che si respira negli ambienti benedettini.

Fra le più importanti manifestazioni organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la Giostra della Quintana.

Gubbio – Spoleto ( 76 Km )

Spoleto, pur mostrando anche nel tessuto urbanistico evidenti influssi di epoca romana, mantiene sostanzialmente intatto un aspetto antico — medioevale, dovuto al periodo in cui fu prima fiorente Ducato longobardo, e poi importante centro dello Stato pontificio.Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l'arco di Druso del 23 d.C. (presso la chiesa romanica di Sant'Ansano), il Teatro romano, la cui costruzione si fa risalire ai primi anni dell' Impero, oltre alla basilica paleocristiana del IV secolo di San Salvatore (a circa 1.2 km a nord). A poca distanza dalla duecentesca chiesa di S.Gregorio Maggiore, caratterizzata dalla suggestiva zona absidale e dal presbiterio rialzato, si trovano ancora un Ponte Romano detto anche Sanguinario a tre arcate in blocchi di travertino e l'anfiteatro del II sec. d.C. Monumenti di epoca più recente ma di altrettanto fascino sono le chiese di San Domenico e di San Ponziano entrambe erette intorno al XII secolo. Di grande interesse è sicuramente la chiesa di San Pietro per gli straordinari bassorilievi che ne ornano la facciata duecentesca.

Dallo spazio antistante San Pietro si gode un'ampia vista che abbraccia tutta Spoleto fino al possente Ponte delle Torri, (dieci arcate alto 80 metri e lungo ben 230), il quale collega la Rocca, realizzata a partire dal 1352 per ordine del Cardinale Egidio Albornotz e su progetto di Matteo Gattaponi, alle pendici del monte che domina la cittadina. Proprio Monteluco fu il monte sacro agli anacoreti che qui si stabilirono a partire dal VII sec. fondando il convento di San Francesco a circa 8 km dal centro abitato e la chiesa di San Giuliano. Sicuramente indimenticabili per chi ha la fortuna di visitare questi luoghi saranno l'intero complesso del Duomo eretto nel XII sec. e caratterizzato oltre che dalla ricchezza degli arredi interni dai mosaici bizzantineggianti della sua facciata, e la chiesa romanica di Sant'Eufemia.

Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio una particolare menzione il Festival dei due Mondi.

GUBBIO – CASTIGLIONE DEL LAGO ( 90 Km )

Castiglione del Lago è stata costruita su un promontorio di roccia calcarea sulle sponde orientali del Lago Trasimeno. I primi ad occupare quest'area furono probabilmente gli etruschi, come sembrano suggerire i resti di tombe venuti alla luce nella zona.

Dopo l'occupazione romana il borgo appartenne di volta in volta al marchese di Toscana, all'abbazia di San Germano di Campoleone, a Perugia, al Ducato della famiglia Della Corgna fino al 1647, nuovamente al granduca di Toscana e, nel XVIII secolo allo Stato Pontificio. All'interno dell'abitato sono in ottimo stato di conservazione la cerchia di mura medioevali oltre che al Palazzo del Comune e al Palazzo Ducale dei Della Corgna. Quest'ultimo, probabilmente un rifacimento di una struttura preesistente ad opera del Vignola o dell'Alessi, ospita affreschi a tema mitologico di Giovanni Antonio Pandolfi e del fiorentino Salvio Salvini.

L'edificio di maggiore fascino di tutto il borgo è, però senza alcun dubbio, il castello che cinto da una possente struttura muraria con quattro torri e un alto maschio rappresenta uno dei più alti esempi di arte militare in Umbria

Percorsi in Umbria

PERCORSO NATURALISTIO

Parco del Montecucco

La catena appenninica è caratterizzata nelle quote più alte da faggete e pascoli montani, da pareti rocciose e forre di grandi profondità in cui scaturiscono le sorgenti dei corsi d'acqua. I monti declinano dolcemente un una fascia di alte colline ancora contrassegnate dai boschi pregiati e da pascoli.

Più in basso si trovano i boschi cedui e i coltivi. Più in basso ancora la Via Flaminia e i centri storici ed infine i fiumi Sentino e Chiascio.

L'ambiente montano consente la presenza significativa del lupo e, probabile, del gatto selvatico oltre quella del daino, del cinghiale, dell'istrice, della martora, della lepre. Sono presenti alcuni esemplari di aquila reale oltre che il falco, la starna, la coturnice, il gufo reale, il martin pescatore.

Il gambero di fiume vive ancora nelle parti alte dei corsi d'acqua insieme alla trota fario.

Attività Sportive nel Parco del Monte Cucco

Attività del Parco :
Escursionismo
Volo libero
Attività Speleologica
Torrentismo
Escursionismo a cavallo
Bici da montagna
Pesca sportiva

GROTTE DI FRASASSI

Le grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all'interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi nel comune di Genga (AN).All'interno delle cavità carsiche si possono ammirare delle sculture naturali formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all'opera dell'acqua e della roccia. L'acqua scorrendo sul calcare discioglie piccole quantità di calcare e cadendo a terra, nel corso di uno stillicidio che dura dei millenni, le deposita e forma delle concrezioni di notevoli dimensioni e di forme a volte anche curiose. Queste si dividono in stalagmiti (colonne che crescono progredendo dal basso verso l'alto) e stalattiti (che invece scendo dal soffitto delle cavità).La forma e le dimensioni di queste opere naturali hanno stimolato la fantasia degli speleologi, i quali dopo averle scoperte le hanno «battezzate» denominandole in maniera curiosa, tra le stalattiti e le stalagmiti più famose ricordiamo: i «Giganti», il «Cammello» e il «Dromedario», l'"Orsa», la «Madonnina», la «Spada di Damocle» (stalattite di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro), «Cascate del Niagara», la «Fetta di pancetta» e la «Fetta di lardo», l'"Obelisco» (stalagmite alta 15m al centro della Sala 200), le «Canne d'Organo» (concrezioni conico-lamellari che se colpite risuonano), il «Castello delle Streghe».All'interno delle grotte sono presenti anche dei laghetti in cui ristagna l'acqua dello stillicidio e dei «pozzi», cavità cilindriche profonde fino a 25 m che possono raccogliere l'acqua o convogliarla verso piani carsici inferiori.

CASCATA DELLE MARMORE

Imboccando da Terni la strada statale Valnerina, si giunge dopo soli 7 km alla Cascata delle Marmore, sicuramente una tappa fondamentale per chiunque decida di visitare le bellezze naturali dell'Umbria.

La Cascata delle Marmore è un'opera artificiale di sistemazione idraulica dovuta ai Romani; il fiume Velino, infatti, si allargava negli anni precedenti il 290 a.C. in una vasta zona di acque stagnanti, paludose e malsane. Allo scopo di far defluire queste acque, il console Curio Dentato fece scavare un canale che le convogliasse verso la rupe di Marmore, e da lì le facesse precipitare, con un balzo complessivo di 165 metri, nel sottostante alveo del fiume Nera.

Lo spettacolare salto della Cascata delle Marmore ha ispirato poeti ed artisti di ogni periodo storico: Virgilio nell' «Eneide», Cicerone e G. Byron nel «Childe Harolds Pilgrimage». Da circa 50 anni le acque della cascata sono utilizzate per alimentare la centrale idroelettrica di Galleto. Di conseguenza la cascata si può ammirare solo negli orari riportati nella tabella sottostante. Fu proprio grazie alla ricchezza di queste acque ed alla loro energia, che fu possibile il sorgere, a Terni, di industrie siderurgiche, elettrochimiche ed elettriche.

LAGO TRASIMENO

Quadro lacustre e collinare con le attività antropiche che gli sono proprie ed insieme insostituibile zona di sosta per l'avifauna migratoria e sede vitale di importanti specie ittiche. E' il paesaggio storico inconfondibile riprodotto nelle tavole di tanti maestri pittori del secolo XV. Il suo delicato equilibrio idrologico e biologico ha imposto l'intervento da sempre di salvaguardia dell'uomo, necessario, ancora oggi, per la salvezza della risorsa La rete sentieristica del Parco del Lago Trasimeno consente di raggiungere a piedi, ma anche a cavallo o in mountain bike, tutti i colli che circondano il lago, dove affacciano i numerosi centri storici. Ogni percorso permette di apprezzare il territorio sotto il profilo ambientale e paesaggistico, e anche storico e culturale. Sono state ripristinate alcune vecche scese al lago più significativa per le caratteristiche ambientali dei Comuni Consorziati, per migliorare la fruizione da parte dei cittadini e turisti, nonchè per rendere più visibile il Parco, permettendo una più approfondita conoscenza dell'ecosistema lacustre: Comune di Castiglione del Lago — Scesa dell'aeroporto, Comune di Tuoro S/T — Scesa del Casa del Piano — Isola Maggiore Scesa del Centro abitato e viabilità pedonale Sasso di San Francesco, Comune di Passignano S/T — Scesa dell'Oliveto, Comune di Magione — Scese di Monte del Lago, Comune di Panicale — Scesa di Poggio di Braccio e del Grottone. Per chi lo desidera c'è la possibilità di fare percorsi tematici.

ITINERTIO RELIGIOSO

Sentiero Francescano

L'itinerario ripercorre il tragitto di 46km che San Francesco seguì per la prima volta nel 1206 d.C. andando da Assisi a Gubbio e che successivamente il Santo seguirà per lunghi tratti ogni volta che vorrà raggiungere il Santuario della Verna.

Da Assisi a Pieve San Nicolò

Partendo dall'attuale Porta San Giacomo di Assisi, ci si dirige verso Pieve San Nicolò e da lì si prosegue alla volta di Valfabbrica, fino alla località detta «Il Pioppo». La costruzione della piccola chiesa parrocchiale di Pieve San Nicolò, una struttura architettonica molto semplice a navata unica e con campanile a vela, risale agli inizi del XVII secolo. Le rovine di alcune murature perimetrali, fanno pensare ad un'organizzazione tipica delle fortificazioni ad impianto centrale, con la torre d’avvistamento situata nel mezzo dell’edificato; attualmente purtroppo non resta più alcuna traccia né delle tre porte né della torre.

Da Pieve San Nicolò a Valfabbrica

Alle porte del borgo fortilizio di Valfabbrica, la località detta il «Pioppo» segnava il confine fra i boschi ed i campi coltivati. Le leggende vogliono che, durante il viaggio, San Francesco abbia trovato ricovero nel vicino monastero benedettino, forse quello di Valfabbrica. Oggi Il prospetto principale dell'antica abbazia conserva solamente il rosone centrale e tre monofore nelle fiancate, mentre si è persa completamente la struttura absidale originale. Da Valfabbrica a Coccorano

Da Valfabbrica si prosegue in direzione di Gubbio, passando il Chiascio e risalendo la strada sotto Coccorano. Alcuni biografi narrano che in questo tratto il frate subì un’aggressione da parte di un gruppo di briganti ed in seguito a ciò chiese accoglienza agli abitanti del posto. Si suppone, senza averne la certezza, che il frate trovò rifugio presso il vicino castello di Coccorano, di proprietà della famiglia Bigazzini di Gubbio ed amica del santo dai tempi delle sue ricchezze terrene. Questa rocca del XI secolo, insieme alle fortificazioni di Biscina e Giomici, si erge a protezione di un ampio tratto della valle del Chiascio. Se da un lato è ancora visibile la grande torre quadrata posta sulla sinistra dell'arco d'ingresso, dall’altro, della chiesa che originariamente risultava inclusa nella cinta muraria, rimangono tracce solo nell’edificio ricostruito a poca distanza dal castello.

Da Coccorano a Biscina

Si continua in direzione Vallingegno, oltrepassando il castello di Biscina, al tempo confine tra i comuni di Gubbio e di Valfabbrica e punto fondamentale per il controllo strategico – militare, grazie alla sua posizione geografica. Biscina, già al tempo di San Francesco, fu sottoposta a numerose dominazioni, che determinarono nelle strutture fortificate continui interventi e restauri . Il prospetto generale del castello risulta alquanto irregolare, proprio per le aggiunte posteriori che spesso non hanno rispettato gli allineamenti preesistenti. Il lato nord della struttura è costituito da due torri che proteggono l'ingresso a corte, la prima a destra è la maggiore, ancora intatta e coronata da merli guelfi, mentre della seconda, a sinistra, rimane ben poco.

Da Biscina a Vallingegno

Lungo la strada si possono ammirare monumenti cardine per il francescanesimo, quali la Chiesa di Caprignone, l'Abbazia di Vallingegno e l'Eremo di San Pietro in Vigneto, tutti sorti su preesistenze pagane. Da Vallingegno a Fassia

Quasi al termine del tragitto, si possono raggiungere quei luoghi, nei quali sorsero due ospedali: Santa Maria di Fonte Salice o Montebaroncello e Santa Maria Maddalena di Fassia. Luoghi di dolore dove si cercava assistenza e cura soprattutto per i i lebbrosi.

Da Fassia a Gubbio

Ormai in vista di Gubbio, si trovava il lebbrosario di San Lazzaro; intorno al 1240 d.C., furono costruiti la chiesa ed il convento di San Francesco, anche se in principio i francescani si erano stabiliti nella piccola chiesa di Santa Maria della Vittoria — o Vittorina.

ITINERARIO ENOGASTRONIMICO

LA STRADA DEL VINO

La Strada dei Vini corre lungo i colli, tra le montagne e nelle valli dove si producono le migliori D.O.C. dell'Orvietano e dell'Amerino, toccando i centri di antica tradizione vinicola di Orvieto, Amelia, Allerona, Alviano, Castel Viscardo, Ficulle, Lugnano in Teverina, Narni e Penna in Teverina.

E' questa da sempre la patria dei grandi vini bianchi di Orvieto, come l'Orvieto Classico e l'Orvieto Classico Superiore, oppure dei rossi corposi e strutturati, come il Rosso Orvietano, il Lago di Corbara, i Colli Amerini e l'I.G.T. Narni.

Il percorso si snoda a partire dal Duomo d'Orvieto e dai volti etruschi di Golini, per arrivare alla romana testa del Germanico di Amelia, alla cascata delle Marmore fino al lago di Piediluco.

Oltre ai vini, in questi piccoli centri del buon vivere, «del mangiar bene mangiando genuino» (Orvieto è la capitale del Movimento delle Cittaslow), vivono qui tradizioni enogastronomiche e artigianali: si va dai frantoi che producono il pregiato olio extravergine D.O.P. Umbria, ai tartufi bianchi e neri, a raffinati prodotti di norcineria come ad esempio la coppa di testa all'arancia, alle produzioni dell'agricoltura biologica, ai dolci come il pampepato di Terni, ai fichi farciti con mandorle e noci di Amelia, alle botteghe artigiane della ceramica, del cuoio, dell'oro, del vetro del legno, ricche di espressioni tradizionali e moderne, proprio come il vino della Strada.

Viaggiatori del Gusto

Percorrere la strada dei vini Etrusco-Romana, tagliando la provincia di Terni nelle terre degli Etruschi e dei Romani lungo il corso del fiume Tevere, rappresenta oggi un vero e proprio viaggio nell'antico e nel moderno, ricercando le suggestioni del paesaggio ma anche gli incontri ravvicinati con i vini d'eccellenza e i sapori della tradizione umbra.